La storia di una casa - Le spese condominiali


Dove eravamo rimasti?


che $inquilino standard$ continua a vivere nella casa, allo stesso prezzo e alle stesse condizioni di quando era $amico fidato$

la cosa non è che mi dia fastidio più di tanto, ma alle volte, nelle lunghe sere di inverno, mi domando:

Con quale "faccia" continua adesso a vivere qui quando ha avuto facilitazioni straordinarie grazie alle balle che ha raccontato, e ha una casa tenuta libera che si sta rovinando a stare chiusa, pagata con soldi prestati (da me)?


Un bel giorno ci troviamo in giro a bere una birra (rimane pur sempre tra le poche persone che conosco qui al monte)

Io gli racconto della mia salute: ho perso il lavoro e sto maluccio, anzi piuttosto male, si sospetta qualcosa di grave.

Lui invece si lamenta della casa: "E vecchia, mal concepita, in posizione sbagliata... " per farla breve: avrebbe bisogno di meglio, la casa non gli sta più bene, si sta guardando intorno.

Dentro di me penso: "nessuno ti vieta di cambiare casa, questa sei venuto tu col cappello in mano a chiedermela perché ti stavano buttando in strada", 

e poi: "ma porca zoz.. sei qui da 8 anni a sbafo, o meglio 2 a sbafo e 6 a prezzo di favore e ti permetti anche di lamentarti, dopo tutte le agevolazioni che ti ho fatto? sei proprio ingrato." 

In quel momento $prode cavaliere$ decide che non seguirà più le "storie e casini" di $inquilino adesso ingrato$, gli ha già fatto abbastanza favori non ricambiati, ma peggio ancora non riconosciuti come favori, adesso sono diventati "storia passata"; chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto.

Un'inverno dopo suona il telefono: $amministratore assente$ mi chiede se $inquilino ingrato$ ha problemi, perché non sta pagando le spese condominiali.

Io telefono per sollecitare ma $inquilino ingrato$ mi risponde che lo sa benissimo, se avesse voluto pagarle le avrebbe pagate, oltretutto con fare altezzoso.

$prode cavaliere$ ci è rimasto talmente male che non ha avuto parole da controbattere, letteralmente non sapeva cosa fare. 

Dicono che il peso del tradimento ricade sul traditore: 

LE BALLE

ricade sul tradito, ve lo posso garantire, mi sono trovato senza appoggi e senza saper cosa fare.


Lascio passare un paio di mesi e $amministratore assente$ torna a bussare, ricordandomi giustamente che il responsabile sono io e a me chiede i soldi altrimenti fa a me ingiunzione di pagamento.

$prode cavaliere$: ma quanto è?

$amministratore assente$: tremilanovecentoventisei euro e qualche centesimo (non credo che siano importanti i centesimi adesso)

- ma come fa ad essere una tale cifra?

- è anche di più, questo è per l'anno passato e quello prima, poi c'è l'anno in corso.

- io non ne sapevo niente, ma da quanto non paga?

- almeno 18 mesi.


Capite adesso perché lo chiamo amministratore assente?

Prima cosa chiamare $inquilino ingrato$,
in subordine trombare amministratore assente e sostituirlo con gente che faccia veramente il lavoro per il quale è pagata.

Beh, qui ho avuto la collaborazione di "tutti" gli altri comproprietari, c'erano anche molte altre manifestazioni di assenteismo.

Fatto, ora $amministratore assente$ è fuori di scena.


Per la prima parte invece ho scritto uno SMS a $inquilino ingrato$ e gli ho spiegato la situazione.

Lui mi ha risposto che capisce benissimo cosa si prova ad essere disoccupati con pochi soldi e dover pagare un fracco di spese.

MA

non pagherà le spese condominiali, e qui tutta una serie di motivazioni che ridotte ai minimi termini sono:

42, ovvero:

"la vita l'universo e tutto quanto"


E si rende conto che io sono disoccupato e malato di una brutta malattia, ma comunque non pagherà, è disposto a tutto per non pagare, anche affrontare conseguenze giudiziarie, ma non pagherà.


$prode cavaliere$ per fortuna aveva avuto qualche mese per affrontare la botta emotiva, e sa cosa fare.

Una bella lettera raccomandata A/R dove gli ricordo che stante il contratto di affitto le spese di condominio le deve pagare entro 20 giorni, pena decadenza e sfratto.

Non ritirata


Una piccola parentesi

Se una lettera raccomandata viene ritirata il destinatario sa quel che gli si chiede, e morta li.

Gli incapaci che si affidano alle voci popolari credono che questo non valga per le lettere non ritirate.

Errore, gravissimo.

Perché se non viene ritirata entro la giacenza si presume lo stesso che il destinatario ne conosca il contenuto, e sappia quindi cosa deve eventualmente fare. 

Però non avendola ritirata non lo sa mica cosa c'è scritto; 

MA 

è comunque suo dovere provvedere a una cosa che non sa, 

e qui comincia a perdere colpi senza saperlo.

Quindi le raccomandate ritiratele sempre, sono dei cialtroni quelli che vi dicono che se non le ritirate è come se non le aveste ricevute.

Ritiratele sempre, almeno sapete esattamente cosa vi si chiede


Infatti di fronte al giudice il mio avvocato ha esibito la lettera "chiusa" e il giudice non ha nemmeno voluto aprirla, si presume che dica quello che deve dire e che il destinatario lo sappia, senza altra discussione.


Esito: sfratto, data liberazione spontanea immobile 9 dicembre 
dell'anno passato.

$inquilino ingrato$ non ha fatto un plissè, in effetti nemmeno si era presentato.


domanda: $inquilino ingrato$ se ne è andato?

risposta: NO.


Però intorno a marzo di quest'anno ha fatto un tentativo di abboccamento con me: adesso se ne può discutere, delle spese

Esito: parla col mio avvocato

domanda: ha parlato?

risposta: NO.


E poi intorno a giugno

Stessa risposta e stesso esito


e poi a luglio, qui ha scritto direttamente all'avvocato

Chiedendo che, dati i precedenti rapporti tra me e lui, si possa trovare una soluzione soddisfacente per la "sua" famiglia.

Tradotto nella mia lingua:

Caro $prode cavaliere$, ti ho messo in crisi quando eri già nella palta fino al collo e hai dovuto pagare oltre 4000 euro, e ne manca ancora, di debiti miei che non voglio pagare. Ti ho voltato le spalle e ho pure sputato nel piatto dove mangiavo.

Mentre eri malato e disoccupato.

Ma, adesso che non so più cosa fare, mi ricordo che siamo amici, e mi aspetto da te una soluzione che vada bene "a me"


esito?

$avvocato$ me ne ha parlato, ma nemmeno lui ci credeva che io avrei risposto diverso da "se ne deve andare".

Tradotto nella mia lingua:

"ma vai a farti..."


e per oggi basta, che sono abbastanza alterato dai ricordi.


PS, vi siete accorti che pubblico un poco più spesso storie di case?

Voglio portarmi in pari, poi si capirà.


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